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Servizio Civile in Arcoiris

Hai tra i 18 e i 28 anni?

Vieni a fare il Servizio Civile Nazionale in Arcoiris Onlus!

Puoi candidarti al progetto Arcoiris Onlus “I colori della speranza”

 APERTE LE CANDIDATURE FINO AL 28 SETTEMBRE 2018

 

I colori della speranza”” questo è il nome del nuovo progetto di Servizio Civile Nazionale per l’anno 2018-2019 per due giovani dai 18 e i 28 anni che vorranno contribuire per 12 mesi alle attività di Arcoiris a fianco dei bambini  dei reparti di Broncopneumologia, Patologia metabolica, Unità Operativa d’immunoinfettologia e Terapia intensiva dell’Ospedale pediatrico Bambin Gesù di Roma, e alle loro famiglie

Aiutare i bambini aiuta a vivere.

È l’esperienza di ogni volontario di Arcoiris anche nei reparti più “duri” del Bambino Gesù.
Se pensate a luoghi tristi e senza speranza siete fuori strada perché qui si combatte per vivere, o per sopravvivere, e ci sono energia ed emozioni allo stato puro.
La dedizione di una mamma o di un papà per il figlio malato,  è una magnifica lezione sull’amore e sulla vita.
Il sorriso di un bambino qui vale molto, ma molto, più che altrove.
Capita che una mamma, invitata dal volontario a uscire, risponda: “se esco, piange tutto il tempo”. Poi esce poco convinta e molto preoccupata, e quando torna trova la sua piccola sulle ginocchia del volontario a colorare una Principessa.

Capita, e in quei momenti ci si sente felici.

Capita, con il progetto “I colori della speranza”.

Possono candidarsi i giovani che abbiano compiuto i 18 anni e non superato i 28

Alcuni dati utili del progetto

  • Il progetto prevede l’inserimento di 2 volontari in servizio civile
  • La durata è di un anno
  • Il compenso mensile è di 433 EURO
  • L’impegno richiesto è di 30 ore settimanali

Sarà  necessario far pervenire  la domanda di partecipazione, redatta secondo gli allegati al bando (Allegato 3, Allegato 4  e Allegato 5) , accompagnata dalla copia di un documento d’identità valido e da Curriculum , entro e non oltre il 28 settembre 2018 secondo le seguenti modalità:

  • inviata a mezzo raccomandata A/R all’indirizzo delle sedi SPES (vedi qui);
  • con Posta Elettronica Certificata (PEC) alla mail spes.protocollo@pec.workmail.it avendo cura di allegare tutta la documentazione in formato PDF.
  • consegnata a mano presso la sede SPES ROMA – Via Liberiana, 17 00185

Nella domanda (allegato 3) inserire nella voce “Ente” : Associazione Arcoiris Onlus
e alla voce “seguente progetto” mettere: ““I colori della speranza”

Per tutte le informazioni e per accedere alla modulistica completa che deve essere compilata ai fini della domanda di ammissione visitare questa pagina.

Teatro solidale il 16 ottobre 2018: Imparare ad Amarsi

Il 16 ottobre 2018 ore 21:00  presso il  Teatro7 (via Benevento, 23 – 00161 Roma, zona Piazza Bologna) va in scena “Imparare ad Amarsi” di Palmade & Robin per la regia di  Siddhartha Prestinari ed interpretato Pino Insegno e Alessia Navarro
Apriamo la stagione del teatro solidale con una storia d’amore. Un testo francese che ha registrato per anni il tutto esaurito in Francia ed ha ottenuto grande successo anche in Italia.

IMPARARE AD AMARSI

Un matrimonio, poi un divorzio, poi un rincorrersi di dubbi, mancanze, rancori. Poi la vita che riprende colore con nuovi amori, nuove promesse e rinnovati “per sempre”.

Dialoghi divertenti, intrisi di grande ironia, danno un ritmo musicale al racconto e ci si ritrova a ridere dell’amore, a ridere di noi stessi, ma soprattutto ci si ritrova con la voglia di innamorarsi ancora, perché l’amore… vince sempre.

Musiche originali: Bungaro e Antonio Fresa

 
Costo del biglietto:  20€
Sconti applicati

  • Under 26: 16€
  • acquistando minimo 4 biglietti sconto 10% sul totale  complessivo

Per la prevendita dei biglietti e/o per qualsiasi informazione,  contattare  telefonicamente i numeri  333-5063061(Gloriana) o 345-3034741 (Micaela)  o via mail eventi@arcoirisonlus.org.

Parte del ricavato della serata sarà devoluto ad Arcoiris

Per contribuire e sostenere Arcoiris è necessario acquistare i biglietti attraverso i nostri canali e non direttamente a teatro .

Venite a teatro !!

Ulisse è arrivato a casa

Ulisse è infine arrivato a casa, a Itaca e non è stato facile. Ovviamente Ulisse non è il suo vero nome e casa sua non è a Itaca. Abbiamo voluto, per coprire occasionalmente la sua identità, chiamarlo così perché il suo viaggio ha un qualcosa di epico e avventuroso come quello dell’eroe omerico. Ma andiamo per ordine.

Ulisse è uno dei piccoli malati la cui famiglia è assistita da ARCOIRIS. Con papà e mamma di origine russa, combatte contro una malattia debilitante, difficile da identificare e ancor più da curare.

Ormai grandicello, ha da poco compiuto quattro anni, i genitori hanno deciso di portarlo per qualche settimana a casa in Russia in vacanza, per farlo conoscere a parenti e amici. Non avendo grandi mezzi, ARCOIRIS li ha aiutati a sostenere alcune spese di viaggio, ha procurato loro i medicinali e le autorizzazioni per le sacche di alimenti liquidi (Ulisse è nutrito con Gastrostomia Endoscopica Percutanea – PEG) necessari per tutto il tempo del soggiorno in Russia.

E subito cominciano i problemi. Il viaggio prevede due tratte in aereo e un tragitto di molte ore in treno: bisogna ottenere l’assistenza delle compagnie aeree e, magari, anche delle ferrovie russe. Per un viaggiatore così complesso e per tutto quel carico di medicinali e simili occorre la documentazione certificata dal medico. Ma nessuno dei medici che hanno in cura il nostro Ulisse se la sente di autorizzare sotto la propria responsabilità  un viaggio così lungo e, in prospettiva, faticoso quindi pericoloso.

Non c’è niente da fare, il viaggio sembra andare in fumo. Ma no, i genitori decidono di tentare il tutto per tutto: si presentano al check-in muniti del biglietto e delle semplici ricette per medicinali, sacche alimentari e vario materiale sanitario. È stato difficile quasi come per il mitico Ulisse, quello di Omero, fu difficile affrontare Polifemo, ma alla fine si supera tutto, anche i controlli di sicurezza.

È fatta? No. Si mette di traverso uno sciopero. Le coincidenze fra le due tratte aeree sono calcolate con cura: nessuna attesa eccessiva che potrebbe stancare il piccolo Ulisse, ma quanto basta a un raccordo facile. Invece lo sciopero fa saltare la prima coincidenza e tutto sembra precipitare: l’arrivo a Mosca con il secondo viaggio doveva permettere due ore di tempo per recuperare tutti i bagagli e trasferirsi alla stazione per prendere il treno. Se pure quello venisse perduto il successivo sarebbe molto, ma molto dopo, mettendo a dura prova la resistenza dei genitori e soprattutto del piccolo.

Fortunatamente l’assistenza delle compagnie aeree che prima della partenza sembrava negata, all’improvviso fa miracoli. Un altro volo è reso disponibile poco dopo, anche se al suo arrivo a Mosca il tempo per prendere il treno è drasticamente ridotto. Tutto però si risolve e gli incastri si sovrappongono esattamente come in un orologio svizzero.

Finalmente Ulisse è sul treno verso casa. Restano soltanto circa 16 ore di viaggio, ma ormai il più è fatto e già sembra di sentire la vedetta sull’albero di maestra che annuncia a gran voce: “Itaca, Itaca!”.

Arcoiris al Sistina!

Il 5 maggio c’è stato lo spettacolo di Michele La Ginestra al  TEATRO SISTINA dedicato alla raccolta di fondi per ARCOIRIS.

Lo spettacolo è stato divertente e coinvolgente ed ha avuto successo anche la raccolta fondi a favore della nostra associazione.

Michele La Ginestra alla fine dello spettacolo ha dedicato qualche minuto a parlare di noi, in modo simpatico , semplice, diretto, come si può vedere in questo video:

La serata ci ha permesso di raccogliere circa 1.500 euro

Grazie a tutti per la generosità!

 

 

Storia di F.

F. ha lasciato l’ospedale sulle sue gambe.

Eppure un anno fa… dalla documenta-ione ufficiale risultava che avesse un anno e mezzo, ma a vederlo, piccolo, magro immobile nel suo lettino, gli si davano non più di sei mesi. Sapeva soltanto piangere. Tutto il giorno e tutta la notte. Lo sguardo fisso verso la porta da dove sperava di vedere apparire la mamma che, con altri due figli e travolta da una vita difficile, lo andava a trovare una volta a settimana per qualche mezz’ora. Solo allora smetteva di piangere. Ma appena la mamma usciva, ecco che ricominciava, fino alla settimana dopo.

Lasciato così, questo bimbo non si sarebbe mai sviluppato. Forse avrebbe superato i problemi fisici che lo hanno fatto ricoverare, ma senza gli stimoli, senza il calore, senza le coccole, senza la presenza affettuosa di adulti cui tutti i bimbi dovrebbero avere diritto, non si sarebbe sviluppato psichicamente. L’allarme è stato lanciato dal personale dell’ospedale: medici e infermieri da soli non bastano.

Una quindicina di volontarie forse più, di Arcoiris, certo, ma anche di altre associa-zioni, si sono organizzate, hanno fatto i turni perché almeno una fosse là tutti i giorni a tutte le ore: dalla mattina fino a sera.

L’inizio è stato duro.

Queste zie volontarie si sentivano rifiutate: F. continuava a guardare verso la porta, piangeva e urlava il suo dolore. Poi, un po’ alla volta tutto ha cominciato a cambiare. Il pianto ha lasciato il posto a qualche sorrisetto. Le coccole erano ben accette. La sera, dopo l’ultima pappa, si addormentava tranquillo.

È stato il momento in cui le zie con infermieri e fisioterapisti si sono dedicate a fargli acquistare la mobilità mai prima raggiunta. È stato messo a sedere. Poi ha cominciato a tirarsi su, a gattonare nella sua stanza, a camminare poggiandosi a un carrello. Nel frattempo si è lanciato in qualche semplice parola.

Infine, il giorno in cui è stato dimesso, all’età di quasi due anni e mezzo, ha lasciato tutto e ha cominciato a correre per tutto l’ospedale.

Ciao, F., buona fortuna.

Ed ecco a voi il piccolo F. che corre!!